Ad inizio della mia carriera di avvocato penalista ero fermamente contrario alla separazione delle carriere. Oggi dopo 34 anni di professione vissuta nei Tribunali, ove bisogna quotidianamente affilare l’artiglio del difensore (come mi diceva un grande Avvocato il compianto Andrea GALASSO), sono fermamente favorevole alla separazione tra P.M. e Giudicante! Si è, infatti, persa la cultura della giurisdizione da parte dei Giudicanti (salvo rare eccezioni) che si appiattiscono sempre più sulla tesi accusatoria a cui attribuiscono, sbagliando, una patente di affidabilità che poi viene smentita dal dibattimento ove si svolge il primo serio contraddittorio tra accusa e difesa. Insomma tra Avvocato dell’accusa ed Avvocato della difesa (per come definivo il P.M. nei maxi processi celebrati nel 1993 ed anni a seguire)… la sfida prosegue!

Sentire oggi, nel 2025, personaggi come Travaglio definire il P.M. con il termine “avvocato dell’accusa” mi fa ricordare quando io come giovane penalista nel 1994 all’aula bunker di Catanzaro indicai in udienza il P.M. Dott. Stefano Tocci (oggi Sost. P.G. in Cassazione) con il termine “avvocato dell’accusa”. Avevamo anticipato la definizione di soli 31 anni!

Avv. Luigi CIAMBRONE

Patrocinatore in Cassazione e Magistrature Superiori

Categorie: Notizie