Visto l’art. 817 l. n. 207/2024, c.d. legge di bilancio 2025, secondo cui, al fine di
razionalizzare i costi conseguenti alla violazione del termine di cui alla L. n.
89/2001, per i successivi due anni dall’entrata in vigore dell’indicata disposizione
di legge, “i creditori… non possono iniziare azioni esecutive o giudizi di
ottemperanza e le azioni esecutive o giudizi di ottemperanza in corso sono sospesi” tutti i giudizi di esecuzione e di ottemperanza vengono sospensi sino al 31 dicembre 2026. Anche il TAR Calabria in una recente decisione del 05.02.2025 la n. 317/25 ha applicato la normativa.
La Corte Costiotuzionale, in casi similari e che riguardavano la Regione Calabria, ha ribadito che un intervento legislativo – che di fatto svuoti di contenuto i titoli esecutivi giudiziali conseguiti nei confronti di un soggetto debitore – può ritenersi giustificato da particolari esigenze transitorie qualora, per un verso, siffatto svuotamento sia limitato ad un ristretto periodo temporale (sentenze n. 155 del 2004 e n. 310 del 2003) e, per altro verso, le disposizioni di carattere processuale che incidono sui giudizi pendenti, determinandone l’estinzione, siano controbilanciate da disposizioni di carattere sostanziale che, a loro volta, garantiscano, anche per altra via che non sia quella della esecuzione giudiziale, la sostanziale realizzazione dei diritti oggetto delle procedure estinte (sentenze n. 277 del 2012 e n. 364 del 2007).
Dal 1 gennaio 2025 parte il Progetto straordinario PintoPaga
Il progetto si avvale dalla piattaforma Siamm Pinto digitale già in uso.
L’obiettivo è azzerare in due anni l’arretrato formatosi ex lege Pinto per i decreti depositati dalle Corti d’appello dal 2015 al 31 dicembre 2022. Si tratta di una situazione debitoria che determina un continuo aumento dei costi a carico del Ministero in termini di interessi e di spese per i giudizi di esecuzione e di ottemperanza proposti dai beneficiari/creditori.
Il progetto riguarda dunque circa 80.000 decreti di pagamento depositati tra il 2015 e il 2022, per un debito di circa 400 milioni di euro, comprensivo non solo della sorte capitale, ma anche degli interessi e delle spese di giudizio per le azioni esecutive intraprese dai beneficiari per ottenere il pagamento degli arretrati .
Grazie alla conversione della procedura cartacea in procedura informatica, entro il 31 dicembre 2026 saranno pagati i decreti depositati tra il 2015 e il 2022.
Per rendere possibile la sua attuazione, gli utenti sono chiamati a collaborare ricaricando le istanze di liquidazione e la documentazione necessaria aggiornata, entro il 30 giugno 2025 sulla piattaforma SIAMM Pinto digitale
L’amministrazione avrà tempo fino al 31 dicembre 2026 per la valutazione delle istanze e la loro liquidazione.
L’innovazione del progetto è rappresentata dall’estensione, anche ai decreti di pagamento relativi al periodo 2015-2022, della lavorazione sul sistema SIAMM Pinto Digitale, già in uso per i decreti emessi dal 2023 di competenza delle Corti d’appello.
Per questo, la legge n.89/2001 (Legge Pinto) doveva essere modificata prevedendo la ripresentazione proprio sulla piattaforma SIAMM, da parte dei beneficiari, delle istanze di liquidazione degli indennizzi decretati dalle Corti d’appello.
Tale necessaria modifica normativa è stata inserita nella Legge 30 dicembre 2024, n. 207: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027, all’articolo 1 commi da 817 a 821.
PROCEDURA DI PAGAMENTO
Al fine di ricevere il pagamento delle somme liquidate in base alla legge n.89/2001, il creditore ha l’onere di rilasciare all’amministrazione debitrice, ex art. 5 sexies, comma 1 Legge 89/01, una dichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 d.p.r. n.445/2000, corredata dalla relativa documentazione aggiornata, attestante:
– la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo
– l’esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso credito
– l’ammontare degli importi che l’amministrazione è ancora tenuta a corrispondere
– la modalità di riscossione prescelta.
Decreti depositati tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2022
Accedendo alla piattaforma Siamm Pinto digitale e scegliendo PintoPaga al momento dell’indicazione dell’ufficio, è possibile presentare istanza e documentazione aggiornata, come previsto dalla nuova norma nella legge di bilancio 2025 all’art.1 dal comma 817 al comma 821.
Decreti depositati dal 1 gennaio 2023
Continueranno a provvedere le singole Corti d’appello, ciascuna relativamente ai propri decreti di indennizzo.